L’arco De Su Strintu - Casa Vacanza

Gennaio 22nd, 2012 Leave a comment Go to comments

L’arco De Su Strintu - Casa Vacanza

A Portoscuso Monolocale completamente restaurato in pieno centro storico situato a 50 metri dal mare e dal bellisimo lungomare.

L’apartamentoè dotato di tv e climatizzatore situato in prossimità di tutti i servizi, composto da 4 posti letto, bagno, zona cottura e salotto.

Per qualsiasi informazione potete contatarci:

e-mail:su.strintu@gmail.com

cell. 347/67.22.597

Particolare del centro storico

Interno

Tour virtuale

Cosa c’è da visitare

Punto di incontro in P.zza S. Maria D’Itria .

La piazza si trova adiacente all’omonima chiesa fatta costruire nel 1655 dall’allora proprietario della tonnara, marchese Vivaldi Pasqua in onore della patrona dei pescatori. La tradizione che viene tuttora seguita da tutta la comunità con una grande festa, con tanto di processione a mare, ha origini antiche quanto la chiesa. Il nome “ Itria” è una contrazione di “ Odigitria” che significa: mostra la via; nome di un quadro originario da Costantinopoli rappresentante la madonna. Quadro che, secondo la leggenda, venne trovato in mare da pescatori baresi che ne fecero oggetto di venerazione. Il culto arrivò sino qui e pare che nei caseggiati della tonnara dell’anno 1630 venne trovato un quadro antico ma di scarso valore, con l’effige della madonna che fu portato nella nuova chiesa ma in seguito a una delle tante incursioni saracene, venne colpito da alcuni proiettili. Dopo parecchi anni, il proprietario della tonnara, lo portò a Genova con l’intento di farlo restaurare. Questo quadro non fece più ritorno a Portoscuso ma al suo posto, venne portato un simulacro che riproduceva l’effige originale. Ogni martedì di pentecoste si festeggia S.Maria D’Itria, festa a cui partecipano anche moltitudini di genti di paesi diversi.

Su Pranu.

Cenni storici

Sempre nella piazza, sorge il palazzotto della tonnara, con le relative abitazioni dei tonnarotti : “is barraccas”. Ha una forma trapezoidale ed uno spiazzo interno aperto verso il mare, di circa cinquemila metri quadri; sempre verso il mare si protendono le due costruzioni, con il tetto in tegole sarde, che costituiscono gli alloggi dei tonnarotti ed i vari magazzini .L’anno di costruzione si può far risalire alla seconda metà del 1500. Nel 1654 la proprietà della tonnara passò al primo marchese di Portoscuso, Don Pietro Vivaldi Chabot Zatrillas Purtroppo il paese era soggetto a numerose incursioni piratesche, alcune delle quali si trasformarono in leggende. Nell’anno 1660, si narra che, durante una terribile incursione barbarica, la popolazione fuggì verso l’interno ma senza fortuna. Molti furono barbaricamente uccisi e parte resi prigionieri. Il luogo del massacro è ricordato con il nome di Monte Dolorosu (Monte del Dolore).

Su Pranu è da considerarsi come una fortezza autonoma, munita di tutto ciò che doveva renderla indipendente dall’esterno. Esiste infatti un forno, un magazzino per la conservazione della farina, dei cereali, dell’olio e del vino. Vi sono le officine per la costruzione dei chiodi e ferramenta, altre per la riparazione degli attrezzi della pesca, arnesi per la filatura delle funi.

La stessa costruzione propone lo schema gerarchico della società di allora. Al di sopra di tutto la parte padronale, poi quella dei diretti collaboratori, Rais, Vicerais e guardiano, ed in posizione periferica, le abitazioni a piano terra, is barraccas, che ospitavano per l’intera stagione, i componenti della ciurma.

Queste barraccas nel 1738, servirono da temporaneo alloggio ai tabarchini, in particolare alle donne ed ai bambini, in attesa che venissero costruite le nuove abitazioni nel villaggio che si stava erigendo nell’isola di San Pietro.

Nel 1870 è stato costruito un arsenale coperto per il remisaggio di vascelli e barche. Oggi parte delle arcate che danno sul mare è crollato ma dal 2006 l’intera struttura è stata messa in sicurezza e si stanno avviando i lavori di ristrutturazione.

Da Su Pranu era consuetudine benedire il mare per tre volte all’anno: durante la processione di Santa Maria d’Itria, di Sant’Antonio e del Corpus Domini.

Se si osserva Su Pranu dalla piazza, a destra si può vedere un ponte chiuso, con una finestra, che poggia su un arco a sesto abbassato, di seguito, a due piani, l’abitazione del Rais ed al piano terra quella del Vicerais; Su due piccole colonne, poggiate sul tetto dell’appartamento del Rais, vi è appesa la campana di bronzo, del peso di 12 chilogrammi, che veniva suonata, in diverse ore, secondo le necessità inerenti all’attività della pesca, per chiamare a raccolta i tonnarotti.

Torre spagnola

Sorpassato l’arco de Su Pranu, si risale una stradina in pietra che porta alla Torre, simbolo della nascita di Portoscuso. Prima di visitare la torre, proseguendo la passeggiata che costeggia il mare, si arriva alla Caletta, una graziosa spiaggetta riparata adiacente Su Pranu. La torre si innalza da secoli su uno sperone roccioso e domina tutto il golfo circostante. La sua costruzione risale al periodo della dominazione spagnola ed il fine era quello di stabilirvi un presidio armato a difesa del luogo, con l’avvistamento delle navi nemiche ed in particolare quelle dei pirati saraceni. Costoro giungevano per depredare lo stabilimento della tonnara e quanto a loro poteva tornare utile, compresi gli abitanti che portavano via per venderli come schiavi. . La struttura si eleva per 16 m d’altezza e ha una base di oltre 21 m di diametro. Data la sua ubicazione, la visualità è tale da comprendere la pianura fino a Paringianu, i canali di Sant’Antioco e San Pietro, su Scogliu Mannu, la baia di Portupaleddu e tutto il coronamento roccioso che da Baccu Ollastu va a Ghilotta e Sinineddu. Oggi la torre spagnola  ospita attività socio-culturali, quali mostre e manifestazioni di vario genere.

Dalla torre, si prosegue la passeggiata fino alla spiaggia di Portopaglietto: rinomata per la sua sabbia finissima e il suo mare verde cristallino, frequentata da tutti gli abitanti dei paesi circostanti.

Visita a Villa “Su Marchesu”

La struttura si trova al centro di Portoscuso ed è un’altra testimonianza della storia del paese. Fu costruita nel 1912 ad opera dei Marchesi Pes di Villamarina, proprietari dell’allora tonnara. Il caseggiato si trova all’interno di un giardino dove ancora adesso si ammirano degli esemplari secolari di piante esotiche e tropicali tra cui una maestosa magnolia ad un aloe-vichiniano. Al centro si trova ancora una grande voliera che in primavera viene visitata da numerose specie di uccelli. Nel 1989 la villa fu venduta al comune che decise di restaurarla. Fu affidata ad un custode che aveva la sua abitazione al lato sud della villetta e che si prese cura anche del giardino diventato un orto botanico. Oggi vi è il Centro di Aggregazione Sociale che ospita numerose attività ed è un punto di ritrovo per molte persone che vengono qui per passatempo ma anche per partecipare ai vari laboratori. Da qui partono tante iniziative, supportate dalle diverse collaborazioni degli abitanti e non solo, che permettono di realizzare spettacoli teatrali e musicali o mostre. Proiezione di filmati su Portoscuso e le sue tradizioni.

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