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Archive for Dicembre, 2010

Benvenuti in Sardegna

Dicembre 5th, 2010 No comments

MotoTurismoSardegna nasce dal connubio di due passioni, quella per le due ruote e quella per una magnifica Isola quale è la Sardegna.

Lungi dalle pretese di esplorare orizzonti sconfinati e terre lontane, qui verranno proposti diversi motoitinerari che spazieranno dal Nord al Sud dell’Isola, che vi condurranno nei luoghi più remoti e più suggestivi della Sardegna.

Verrete immersi nella Sardegna “autentica”, quella lontana dai “riflettori”, quella che non vi viene proposta nei “depliant” pubblicitari.

Ogni volta che andrete oltre una curva, avrete il piacere di scorgere un nuovo scenario, un paesaggio, un nuovo orizzonte, assaporare dei nuovi profumi.

La Sardegna, sebbene sia un’isola, ha la fortuna di essere un paradiso terrestre estremamente variegato, una delle poche realtà nel mediterraneo, in cui il mare si sposa con la montagna percorrendo pochi passi.

Nelle pagine che vi proponiamo troverete le descrizioni dei percorsi e degli itinerari in moto in Sardegna che abbiamo pensato e studiato per voi, le mappe e altro materiale che potrà esservi utile qualora vogliate intraprendere il vostro viaggio in sella alla vostra moto in terra Sarda.

A corredo del vostro viaggio, troverete una natura incontaminata, una storia che si perde nei secoli e l’indiscussa ospitalità della Sardegna. Situata nel cuore del Mediterraneo, quest’isola vi offrirà la possibilità di percorrere itinerari suggestivi come poche altre realtà riusciranno a donarvi.

Vi offriamo le chiavi per varcare le soglie di un mondo sconosciuto e affascinante………….ora non ci resta che augurarvi un buon mototurismo.

I viaggi di Chicco

Dicembre 5th, 2010 No comments

Oggi era il giorno giusto: dopo due giornate di congresso passate a stringere mani e a distribuire pubbliche relazioni avevo voglia di starmene un paio d’ore con Lei. Sole a tratti in una giornata freddina e nuvolosa, l’ ideale per far restare a casa smanettoni gaggi e popolo bue in gita domenicale con bambini bercianti e mogli isteriche: insomma, strade sgombre e finalmente asciutte dopo tanta pioggia. Scollego il caricabatteria, controllo la pressione gomme, giro la chiave, premo il pulsantino e il grosso bicilindrico parte senza incertezze. Parto, da solo, sono bene equipaggiato e ho quasi caldo. Ascolto ogni familiare rumore e il sommesso borbottio della mia vecchia R80 e mentre inizio a inanellare le prime curve assaporo il piacere di guidarla, un piacere che non tutti capiscono. Non è potentissima, non è semplicissima da guidare: le sospensioni sono tarate per il turismo e sono morbide, ed i freni non sono potenti come quelli moderni, il cardano, per quanto ai suoi tempi molto perfezionato, dà comunque una bottarella in staccata e nelle aperture rapide del gas; inoltre la coppia di rovesciamento, dovuta all’ orientamento longitudinale dell’ albero motore, provoca una asimmetria di comportamento in curva: a destra la moto cade dentro la curva, a sinistra bisogna forzarla un pò perchè tende al sottosterzo, ed inoltre provoca una usura asimmetrica del pneumatico anteriore. Ma è proprio questo il gusto: ci vuole una guida pulita, bisogna anticipare la staccata ed entrare in curva col gas già parzialmente aperto, bisogna impostare correttamente la traiettoria altrimenti ci si scompone e la guida non è più redditizia, si deve giocare col peso del corpo da distribuire sulle tuberosità ischiatiche, tenere le braccia flesse e rilassate e spesso si può mantenere lo stesso rapporto per quatto o cinque curve senza nemmeno toccare i freni, semplicemente giocando col gas ed allora si scopre quanto piega e quanto tiene. Niente elettronica, niente controlli di trazione, niente ABS, solo una ciclistica con ottime quote, un telaio ottimo e delle gomme giuste. Niente sgassate, staccate al sangue, ingressi pinzati, una guida signorile, da gentleman, infinitamente più divertente, e sicura, di quella delle attuali supersportive con cui a cento all’ora sembra di stare fermi. E’ una goduria vedere gli sguardi di ammirazione di chi sa apprezzarla, ma è ancora più divertente vedere le occhiate di sufficienza di chi non la capisce, che diventano sguardi d’odio quando, nei misti stretti dove il manico conta più dei cavalli, non riescono a sverniciarti o a staccarti come vorrebbero. 25 anni, 120.000 km per le strade di mezza Europa.